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30 marzo 2007

Bologna Capitale del Gusto sbarca al Navile

Si è svolto mercoledì 28 marzo il primo appuntamento di “Bologna, Capitale del Gusto”. Il Comitato organizzativo costituito dall’Associazione Nazionale Italia del Gusto e da Confartigianato Federimprese di Bologna con il supporto della rivista nazionale Degusta, di Emilbanca, e con il patrocinio del Comune di Bologna e del Quartiere ospitante, affronta il primo incontro informativo nel Quartiere Navile.
Alla colazione di lavoro, che si è svolta nello storico ristorante bolognese, Le Padelle d’Oro erano presenti i rappresentanti istituzionali della città, giornalisti della stampa locale e nazionale, i delegati dell’associazione promotrice “Italia del Gusto” ed imprenditori e produttori. Il dibattito, avvenuto a convivio, ha portato alla luce criticità importanti che gli “artigiani del gusto” devono affrontare ogni giorno una volta che si è presa coscienza che i tempi sono cambiati e che i ritmi moderni stanno portando via il rito del mangiar bene. Angelo Lombardo, chef del Ristorante Le padelle d’Oro, racconta quanto sia diventato difficile lavorare a pranzo perché “la gente non ha più tempo di fermarsi a mangiare un piatto di pasta, preferisce prendere un panino al volo nella breve pausa pranzo” in cui magari è necessario compiere anche alcune commissioni o andare a prendere i figlia scuola. E il panorama della cena – dice Lombardo – non è molto diverso perché in programma ci sono subito dopo gli appuntamenti mondani e gli orari sembrano essere sempre strettissimi!
Sta cambiando la cultura enogastronomica, non ci si siede più a tavola per degustare i prodotti di qualità e per godersi un momento rilassato con le persone più care ma ci si ferma a mangiare per pura necessità o come riporta Gianluigi Veronesi, direttore di Degusta,  “ormai la pausa pranzo è diventato un pretesto per staccare dallo stress giornaliero!”. La stessa difficoltà l’hanno percepita anche gli altri esercenti del quartieri tanto che, Ulisse Onofri, titolare della Macelleria F.lli Onofri negli ultimi anni si è dovuto adeguare a questo stile di vita che è cambiato e ogni giorno prepara prodotti freschi con carni scelte ma che, rigorosamente non devono impiegare più di 15 minuti per la cottura! Onofri afferma “La tipicità esiste ancora, ma solo a Natale e Pasqua!!” e per affrontare l’incombente necessità di diversificare l’offerta ha frequentato anche corsi specializzati per nutrizionisti, per comprendere quali sono gli accostamenti migliori ed offrire prodotti completi.
Gli imprenditori del Pastificio Granarolo hanno voluto presentare la Gramigna come primo piatto simbolo della città, perché Bologna è famosa per le sue paste all’uovo e perché questo tipo di pasta deriva proprio dalla cultura contadina ed è rappresentativa di quella  bolognesità che il Comitato vuole far rivivere.
Per una volta, sulla tavola, si sono degustati i vini bolognesi, che raramente vengono proposti in abbinamento con le eccellenze del territorio: l’Az. Vitivinicola “I Cappucci”, ha infatti proposto un pignoletto frizzante, un barbera vivace.  E un passito di pignoletto. Alla rassegna informativa era inoltre presente la cantina “I Roveri” di Ongaro Fabrizio dei Colli Euganei, in quanto il progetto di “Bologna Capitale del Gusto” vuole certamente valorizzare le eccellenze del territorio con la riscoperta di prodotti e artigiani che mantengono viva una tradizione portante, ma vuole anche, promuovere il confronto con i prodotti tipici delle altre regioni che come dice il vicepresidente di Italia del Gusto “può solamente motivare le scelte e migliorare le prestazioni”. Emilio Lorenzini, Gran Maestro Enogastronomo Sommelier dell’AIES, analizzando sapori e profumi dei vini presenti, ricorda come ogni prodotto debba essere giudicato rispetto alle proprie qualità intrinseche ma anche rispetto, al territorio, all’ambiente e al clima in cui viene prodotto. L’appuntamento si conclude assaporando un ottima raviola, presentata con passione dal Panificio Pasticceria Morselli e con la riflessione di quanto sia indispensabile sensibilizzare le comunità locali e i loro operatori civici e culturali  al mantenimento delle tradizioni enogastronomiche e folcloristiche perché racchiudono le radici e la storia di ogni individuo.

LE AZIENDE PARTECIPANTI

Macelleria Fratelli Onofri – Gastronomia
Carni Fresche, Salumi, Preparati Pronta Cottura
Via F. Albani, 15 – 40129 Bologna
Tel 051/358243

Pasticceria Morselli dal 1911
… dolce salato per ogni occasione nel rispetto di una tradizione di qualità
Via Fioravanti, 101 – 40129 Bologna
Tel. 051/362945

Osteria Le Padelle D’oro
Cucina Emiliana e su richiesta Napoletana e Siciliana
Via delle Fonti, 45/b – Bologna
Tel. 051/703462

Azienda Agricola i Cappucci
Via Moglio, 44 – Sasso Marconi (Bo)
Tel/fax 051/846745

Pastificio Granarolo S.p.a.
Pasta all’uovo
Via dell’Artigianato, 12 – 40057 Granarolo Emilia (Bo)
Tel. 051/761888 – Fax 051/760660
www.pastificiogranarolo.it

L’Antica osteria LE PADELLE D’ORO accoglie il progetto di “Bologna, Capitale del Gusto”
 
L’Osteria “Le Padelle d’oro” vanta il titolo di essere una delle più vecchie trattorie di Bologna. Nata inizialmente come mescita di vino nel corso degli anni ha saputo distinguersi e arricchirsi grazie a piatti prelibati.
Di certo la posizione era a dir poco strategica. Un tempo infatti c’erano le fermate delle chiatte che da Ferrara andavano verso Bologna ed inoltre di fronte alla trattoria c’erano Le Terme dove venivano i prelati che oltre alla salute pensavano alla buona cucina ed erano soliti riservare l’intera trattoria per i loro lauti pranzi.
Gli attuali titolari, consapevoli della fama e dell’importanza del locale, cercano con costanza e passione di offrire ai clienti tradizione e innovazione. Angelo e Mariolina si sono resi conto che il nostro modo di mangiare è cambiato con il passar tempo. Di certo non possiamo fare a meno di notare una certa nota di nostalgia mentre Angelo tocca questo argomento. “Saper mangiar significa anche saper gustare, la tavola merita il tempo necessario e non i ritagli ricavati tra un impegno e l’altro”. Nonostante questo cambio di rotta la cucina che troviamo in questo storico locale spazia tra i classici piatti bolognesi: dalla Gramigna ai Tortelloni, dalle Tagliatelle al Ragù ai Ravioli di Robiola continuando su questa linea.
Con orgoglio e professionalità la coppia continua a portare avanti la tradizione bolognese, non dimenticando le antiche ricette e andando a far la spesa tutta i giorni al mercato… E se questa non è passione cos’è?

La Macelleria “F.lli Onofri” partecipa al progetto Bologna Capitale del Gusto
dimostrando come un artigiano possa rinnovarsi per rimanere al passo coi tempi senza tralasciare l’attenzione e la cura per la qualità
 
Ulisse Onofri, attuale proprietario della omonima macelleria di Via Albani 15 di Bologna, ci spiega come sia cambiato l’assetto del suo negozio proprio sulla base dei cambiamenti e delle abitudini della clientela. Sono suo padre e suo zio che, in società nel 1971, aprono questo negozio pensando addirittura di ridurre la metratura dello stesso perché troppo ampio, mentre oggi, spiega Ulisse “il lungo bancone si presta perfettamente alla grande varietà di prodotti pronti a cuocere che preparano artigianalmente ogni mattina”. Preparano più di 40 soluzioni semi lavorate, caratterizzate da carni selezionate, forme diverse, condite e aromatizzati con spezie e verdure differenti. Hanno frequentato corsi specializzati per offrire i migliori prodotti nutrizionalmente equilibrati, cromaticamente efficaci e soprattutto cucinabili in non più di quindici minuti. E’ una lotta continua alla ricerca di prodotti appetibili da proporre ogni giorno con cura e attenzione al cliente per evitare di venire travolti dai grandi numeri dei Supermercati. Passione, professionalità, grande qualità delle materie prime e anche un po’ di fantasia sono i talenti di questi macellai che sapientemente consigliano i loro clienti anche su modi e tempi di cottura ben coscienti che i prodotti tipici ormai si vendono solo per le grandi occasioni come Natale e Pasqua e che sempre più spesso si fa la spesa una volta alla settimana (sfruttando il congelatore) per risparmiare tempo. Cambia il modo di cucinare e di fare la spesa tanto da costringere gli artigiani ad adattarsi a ritmi nuovi e a nuove proposte.

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