torna alle news
31 ottobre 2003

ANTICIPO DI FINANZIARIA


Il decreto legge è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 2 ottobre 2003 ed è entrato in vigore il giorno stesso della pubblicazione.


Questi i principali provvedimenti del Decreto:



Condoni fiscali





  • Slittano al 16 marzo 2004 i termini per i versamenti relativi ai condoni fiscali varati con la Finanziaria 2003. La proroga renderà necessario un intervento sulle scadenze dei pagamenti rateali, fermo restando la decorrenza degli interessi al 17 ottobre 2003;



  • Liti potenziali: i contribuenti che non si sono avvalsi della definizione agevolata possono presentare ricorso entro il 18 marzo 2004;



  • Rottamazione dei ruoli: possibilità di definire, in via agevolata, i debiti che risultano da carichi iscritti a ruolo resi esecutivi entro il 31 dicembre 2001.



A tal fine sarà necessario presentare domanda di adesione entro il 16 marzo 2004 e versare contestualmente almeno l’80% delle somme dovute.



Edilizia





  • Proroga fino al 31 dicembre 2003, senza alcuna modifica alla legislazione vigente, per l’aliquota agevolata al 10% sulle manutenzioni ordinarie e straordinarie degli edifici destinati a uso abitativo privato.



  • Le detrazioni fiscali IRPEF del 36% sui costi sostenuti per le ristrutturazioni edilizie vengono mantenute per tutto il 2004.



De-tax



Per ogni acquisto di almeno € 50,00, i consumatori possono acconsentire, previa autorizzazione, alla destinazione dell’1% dell’Iva a iniziative promosse da associazioni che svolgono attività etiche.



Tecno-Tremonti (per la ricerca)



La detassazione varia a seconda della tipologia dell’intervento:




  • del 40% (10% sui costi di ricerca e sviluppo iscritti in bilancio, più il 30% sull’eccedenza rispetto alla media degli stessi costi sostenuti nei tre periodi di imposta precedenti);



  • del 100% delle spese sostenute nei seguenti casi:




    • partecipazione a fiere all’estero (escluso le sponsorizzazioni);



    • stage aziendali per studenti;



    • quotazione di imprese in un mercato regolamentato.



Concordato preventivo





  • Il periodo di applicazione è il periodo d’imposta in corso al 1 gennaio 2003 e successivo.



  • Sono ammessi i titolari di reddito d’impresa e gli esercenti arti e professioni.



  • Sono esclusi i seguenti soggetti:




    • coloro che hanno iniziato l’attività dopo il 31 dicembre 2000;



    • coloro che nel periodo d’imposta in corso al 1 gennaio 2001 hanno dichiarato ricavi o compensi superiori a € 5.154.569;



    • coloro che hanno applicato regimi di determinazione forfettaria del reddito per il 2001 o per il 2003.




      • Si aderisce al concordato mediante adesione da presentare per via telematica entro il 28 febbraio 2004.



      • L’adesione al concordato preventivo è subordinata all’adeguamento dei ricavi o dei compensi dichiarati nel periodo d’imposta 2001 con quelli risultanti dall’applicazione degli studi di settore o dei parametri e all’assolvimento delle imposte, senza sanzioni ed interessi.



      • La maggiorazione dei ricavi e dei redditi riferiti al 2001 avviene mediante l’applicazione delle seguenti percentuali:




        • per il 2003 i ricavi congrui 2001 e i redditi (relativi ai ricavi congrui) sono aumentati rispettivamente del 9% e 7% con un minimo di € 1.000, anche a seguito di adeguamento in dichiarazione;



        • per il 2004 le percentuali sono rispettivamente del 13,5% e 10,5%. I ricavi o i compensi dovranno risultare dalle annotazioni effettuate nelle scritture contabili ai fini delle imposte sul reddito e Iva.



      • Rapporti con le sanatorie: ai fini dell’accesso al concordato si deve tener conto sia degli atti di accertamento che, alla data del 28 febbraio 2004, sono divenuti non più impugnabili sia delle integrazioni e definizioni previste dalla legge n 289 in relazione ai condoni.



      • La tassazione del contribuente concordatario si snoderà su tre livelli successivi:





    • sul reddito corrispondente a quello del 2001 si applicherà la tassazione ordinaria;



    • sull’eccedenza fino ad arrivare al reddito concordato si applicheranno le nuove aliquote previste dalla riforma fiscale Tremonti rispettivamente del 23% e del 33% in relazione alla natura del soggetto e al volume d’affari;



    • il reddito che eccede quello concordato a seguito dell’adeguamento dei ricavi non sarà soggetto ad alcuna tassazione. È necessario che l’adeguamento dei ricavi dal quale risulta l’extra-reddito sia indicato in dichiarazione.








          • Chi aderisce al concordato può ottenere i seguenti vantaggi:





    • la determinazione agevolata delle imposte;



    • la sospensione degli obblighi tributari di emissione dello scontrino fiscale e della ricevuta se il cliente è un privato consumatore;



    • limitazione dei poteri di accertamento dell’amministrazione.




      • Si decade dai benefici qualora i soggetti non abbiano raggiunto la soglia di ricavi previsti o in presenza di prove che dimostrino una dichiarazione infedele dei ricavi, dei compensi e dei corrispettivi documentati. L’ufficio emetterà un avviso di accertamento parziale, fatte salve le ipotesi di avvenimenti straordinari e imprevedibili opportunamente dimostrate.




  • Chi non aderisce al concordato rischia la chiusura dell’esercizio dell’attività qualora siano state constatate, in tempi diversi, tre distinte violazioni dell’obbligo di emettere ricevuta o scontrino nel corso di un quinquienno. Inoltre, tale provvedimento sarà immediatamente esecutivo.



In relazione all’applicazione del Concordato Preventivo, anche alla luce delle prime negative reazioni degli Ordini Professionali, restiamo in attesa di un orientamento della Con
federazione Nazionale.



Nel frattempo si ribadisce la opportunità per gli associati di continuare con l’applicazione delle norme fiscali pre Decreto Legge 269/03 (emissione dello scontrino fiscale).