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16 settembre 2005

Acque di prima pioggia e di lavaggio aree esterne

Per il corretto inquadramento delle disposizioni contenute nella Delibera di Giunta Regionale n° 286 del 2005, che regolamenta la gestione delle acque di prima pioggia e di lavaggio da aree esterne, è opportuno segnalare che si intendono per acque di prima pioggia i primi 2,5 mm di acqua meteorica di dilavamento uniformemente distribuita su tutta la superficie.

In linea generale le acque meteoriche e di dilavamento non sono considerate “scarico” e quindi non soggette al regime autorizzativo previsto dal D.Lgs. 152/99.

Tuttavia qualora l’acqua meteorica vada a lavare un’area destinata ad attività commerciali o di produzione di beni, nonché le relative pertinenze, trasportando con sé i residui di tale attività, la stessa acqua perde la sua natura di acqua meteorica per caratterizzarsi come “acqua di scarico”, da assoggettare alla disciplina degli scarichi compreso l’eventuale regime autorizzativo.

Sono soggetti alla presente direttiva gli stabilimenti o insediamenti con destinazione commerciale o di produzione di beni le cui aree esterne siano adibite:

• all’accumulo/deposito/stoccaggio di materie prime

• al deposito di prodotti o scarti/rifiuti

• allo svolgimento di fasi di lavorazione o ad altri usi

per le quali vi sia la possibilità di dilavamento dalle superfici impermeabili scoperte di sostanze inquinanti.

Le aree/superfici esterne scoperte adibite esclusivamente a parcheggio degli autoveicoli a servizio delle maestranze o dei clienti o al transito di automezzi sono esclusi dalle disposizioni della presente direttiva.

A titolo indicativo, si identificano i settori produttivi e/o attività specifiche soggetti alle predette disposizioni:

• industrie/impianti chimici

• impianti di produzione e trasformazione dei metalli (impianti di produzione di ghisa e acciaio/fonderie di metalli ferrosi)

• trattamento e rivestimento superficiale dei metalli

• stazione di distribuzione di carburante

• depositi all’ingrosso di preparati/sostanze liquide e/o solide, anche pericolose

• depositi di veicoli destinati alla rottamazione/attività di demolizione autoveicoli ai sensi del D.Lgs. 209/2003

• depositi di rifiuti, centri di raccolta/stoccaggio/trasformazione degli stessi.

I titolari degli stabilimenti/insediamenti esistenti già in possesso dell’autorizzazione allo scarico delle acque reflue (domestiche o industriali), soggetti inoltre agli obblighi previsti dal presente provvedimento, provvedono alla richiesta di autorizzazione allo scarico, in conformità alla presente disciplina, allo scadere dell’autorizzazione in essere o comunque non oltre due anni dall’entrata in vigore del presente provvedimento.

Gli uffici Confartigianato sono a disposizione per eventuali chiarimenti