Archivi del mese: marzo 2018

EVENTO CONFARTIGIANATO 4 aprile ore 18.30 Il cliente ha sempre ragione? Scopri come gestire al meglio la clientela

IL CLIENTE HA SEMPRE RAGIONE?
Scopri come gestire al meglio la clientela

4 APRILE 2018 ore 18.30
Via Papini 18 – Bologna

Il seminario informativo organizzato da Confartigianato Bologna è incentrato sul concetto di “customer care”, ossia l’attenzione al cliente, ed è rivolto a tutte le imprese di qualsiasi categoria e mestiere.

Chi opera nel mercato, a contatto con i consumatori finali, utilizza normalmente la sua esperienza e competenza per conquistare gli interlocutori e persuaderli all’acquisto, tutto questo richiede doti di perseveranza, focalizzazione e pazienza.

La gestione del cliente e della fase di post-vendita di un prodotto o servizio è sempre più importante in un mercato in evoluzione in cui il consumatore è più informato, ed è fondamentale per dare una buona immagine dell’azienda.
Analizzeremo insieme come si sono evoluti gli scenari e come è possibile oggi poter organizzare al meglio un efficace servizio di Customer Care.

Per motivi organizzativi è richiesta conferma di partecipazione da inviarsi alla Segreteria organizzativa entro il prossimo 3 aprile inviando una mail a: eventi@confartigianatobologna.it.

Confartigianato_EventoCustomer care

DONNE IMPRENDITRICI: I DATI e la FORMAZIONE

Nonostante le imprese dell’Emilia Romagna siano in calo (-0,7%), c’è una nota positiva, quelle femminili risultano ancora una volta in controtendenza (+0,1%). A sottolinearlo sono i dati regionali di Unioncamere.

“La buona notizia non mi stupisce: negli ultimi dieci anni c’è sempre stato un lieve, ma costante, aumento”. E’ il commento di Emanuela Bacchilega, presidente del Gruppo Donne di Confartigianato Emilia Romagna che associa oltre 3.300 imprenditrici.

“E’ un risultato positivo di una nuova cultura imprenditoriale che si sta facendo spazio – aggiunge la Presidente -. Ci sono meno barriere rispetto al passato per le donne. Credo infatti che questo sia uno dei pochi effetti positivi del cambio di paradigma economico innescato dalla crisi. Molto importante è l’innalzamento culturale, con tante laureate in più che hanno anche grandi capacità manuali e che hanno il coraggio di mettersi in proprio”.
“E’ importante anche l’attività formativa che il Gruppo Donne Impresa di Confartigianato svolge continuamente per dare supporto alle imprenditrici – commenta Laura Zanerini Presidente del Gruppo Donne di Confartigianato Bologna –. I momenti di aggiornamento del Gruppo, come l’ultimo che abbiamo avuto recentemente a fine febbraio, servono anche a stimolare nuove riflessioni sulle tematiche sensibili da presentare alle istituzioni per sostenere sempre di più le attività dell’imprenditoria femminili ed incentivare nuove aperture”.

C.A.O.S., Conciliazione e Cambiamento – articolo a cura di Laura Zanerini, Presidente Gruppo Donne Impresa di Confartigianato Bologna
Si è concluso recentemente il percorso formativo organizzato dal Gruppo Donne Impresa di Confartigianato tenutasi a Roma dal titolo: “Sostenibilità: cultura e strumenti per un modello di piccola impresa femminile”.
Un week end in cui oltre 60 imprenditrici provenienti da tutta Italia si sono confrontate su temi che impattano sulla nostra attività quotidiana quali motivazione, condivisione, organizzazione e cambiamento; qualcosa di più di una semplice formazione un vero e proprio dialogo in cui i relatori hanno espresso in modo chiaro e coinvolgente tematiche molto dibattute.

L’intervento di apertura è stato quello della Prof.ssa Paola Paoloni (Ordinario di economia aziendale Università Niccolò Cusano e Responsabile scientifico dell’Osservatorio sulle questioni di genere “Ipazia”) intitolato “Il C.A.O.S. delle imprese femminili: lo studio del capitale relazionale”.
L’acronimo potrebbe essere fuorviante e lasciar trapelare concetti come incertezza, confusione, disorganizzazione. In realtà, partendo da un campione di aziende fondate da donne con diversi background e motivazioni, l’intervento si è focalizzato sul capitale relazionale come elemento intangibile del bilancio aziendale, parte maggiormente indeterminata e non standardizzabile che contribuisce tuttavia in modo significativo al capitale delle imprese femminili.

L’intervento del Prof. Emmanuele Pavolini (Ordinario di sociologia dei processi economici e del lavoro, Università degli studi di Macerata) intitolato “Work life balance: politiche e proposte per un modello di impresa femminile” ha invece riaperto il cosiddetto vaso di Pandora; riaperto anziché scoperchiato perché le tematiche affrontate non sono nuove all’imprenditoria femminile ma sono state integrate con confronti e valutazioni con modelli stranieri che hanno ulteriormente fornito motivo di riflessione e spunti per lavorare su proposte concrete.
In particolare è emersa la limitatezza in termini di welfare per le imprenditrici e la costante carenza di supporto da parte delle istituzioni soprattutto per quanto riguarda la gestione del periodo di cura della prima infanzia (0-2 anni). Il confronto, poi, con altri paesi europei tra cui Germania (citato come modello in più occasioni), Svezia, Francia e Gran Bretagna ha evidenziato vizi e virtù dei singoli sistemi e, ahimè, come l’Italia risulti un po’ il fanalino di coda su questa tematica.

L’intervento di chiusura del Prof. Enzo Memoli intitolato “Signore, si cambia! Intimi cambiamenti organizzativi” è stato a dir poco spumeggiante, il docente di origini partenopee, ha portato in sessione un po’ di creatività unita ad una innata predisposizione per la recitazione con cui ha affrontato in maniera coinvolgente ed incalzante temi profondi che toccano le corde di tutte noi.
In particolare, desidero segnalare il tema affrontato: i nostri intimi e personali semafori rossi. Spesso in fase di start-up o di sviluppo della nostra attività è come se operassimo fermandoci sempre davanti a tanti semafori rossi che rendono il nostro percorso lento e faticoso, condizionando anche la crescita della nostra impresa. Come per il traffico cittadino le rotonde sono indispensabili per facilitare lo scorrimento, anche nelle nostre menti sarebbe ottimale riuscire a sostituire tutti questi semafori o buona parte di essi con delle rotonde per snellire il “traffico dei nostri pensieri e dei processi decisionali” e facilitare la crescita…. Sempre che le rotonde siano sviluppate in modo sensato….

Certamente queste giornate formative hanno lasciato un’impronta forte e motivante per proseguire nelle attività del Gruppo con sempre maggiore concretezza!