Archivi del giorno: 8 febbraio 2018

CORRIERE DELLA SERA: ARTICOLO – I CORPI INTERMEDI di GIUSEPPE CREMONESI

Ha suscitato scalpore la decisione di Theresa May di istituire in Gran Bretagna un ministero della solitudine. Una scelta emblematica. Nel tempo in cui l’uomo appare obnubilato dal delirio scientifico-tecnologico di autosufficienza, riconoscere un ruolo istituzionale alla solitudine significa riconoscere che l’egotismo dominante non è più l’unica best way. Significa riconoscere che fra il leader più o meno carismatico e il cittadino occorre altro, che l’io da solo non basta. Che la solitudine non è automaticamente sconfitta da una fredda sommatoria di connessioni informatiche, galleggianti nell’anonimato di una rete sconfinata. Insomma, prendere coscienza che c’è un di più fatto di paziente costruzione di legami, di relazioni e di mediazioni. Un tempo si diceva della società civile antagonista a non si sa quale società incivile. Eppure quel di più era il reticolo di forze intermedie che provavano a unire interessi e valori alla ricerca di piccole-grandi mediazioni. Una società di mezzo, (sindacati, associazioni professionali, organizzazioni sociali) che non sempre ha saputo rappresentarsi al meglio, talvolta impigrita e sclerotizzata in dinamiche troppo autoreferenziali, talvolta incapace di distinguere la partecipazione dal diritto di veto, eppure una società di mezzo capace di unire, di tenere ancorate le piccole questioni individuali ai destini comuni. Una società intermedia e sussidiaria, densa di contraddizioni che tuttavia, in fondo, dava il senso di un cammino comune. Resto convinto che una risposta possibile, certo non risolutiva, sia di re-immaginare, soprattutto in un mondo sempre più globalizzato, la tessitura di una fitta trama di rapporti che aiutino i singoli individui a divenire persone e comunità,. Un simile sforzo implica sfidare le rispettive pigrizie, riconoscere il disagio, educarsi all’ascolto, alla sintesi e a una scelta che diviene responsabilità. Girare il capo dall’altra parte non serve; astenersi e limitarsi a osservare può apparire un sollievo momentaneo ma, come recita una canzone scout, «non è ancor nato chi gode dell’avventura guardando il mondo dietro il buco della serratura…(o dietro un Pc potremmo aggiungere); entra nel gioco e gioca la tua parte». Per questo occorre cercare ancora e insieme. Non sarà la fine della solitudine, ma forse il suo peso ci sarà leggero anche senza un ministro

Giuseppe Cremonesi
Segretario Confartigianato Bologna

Corriere della Sera – 7 Febbraio 2018