Archivi del mese: giugno 2016

BREXIT: ECCO I PRINCIPALI PRODOTTI CHE LE AZIENDE ITALIANE ESPORTANO IN UK

Secondo un recente studio dell’Ufficio studi delal  CGIA di Mestre, Auto, abbigliamento, forni, bruciatori, macchibrexitne di sollevamento, medicinali, motori e turbine, vini, mobili, accessori auto, macchine speciali per i settori industriali e calzature sono i principali beni che esportiamo nel Regno Unito.

Tutti prodotti che fanno parte della grande famiglia del nostro “made in Italy” che, alla luce della decisione dei britannici di uscire dall’Ue, potrebbero subire una contrazione con effetti negativi per i rispettivi settori di appartenenza.

L’Ufficio studi della CGIA ha elencato le principali 35 voci di prodotto che caratterizzano il nostro export oltre Manica  che nel 2015 ha toccato un valore complessivo di 22,4 miliardi di euro, mentre le importazioni hanno raggiunto quota 10,5 miliardi. Pertanto, il saldo commerciale  è stato positivo e pari a 11,9 miliardi di euro. Dalla CGIA segnalano che l’export verso Londra è stato pari al 5,4 per cento del totale e nell’ultimo anno le vendite nel Regno Unito sono aumentate del 7,4 per cento.

Difficile  prevedere oggi cosa succederà. Nei prossimi 2 anni tra Londra e Bruxelles dovranno essere ratificati 54 accordi commerciali e,  salvo sorprese, le transazioni ritorneranno ad essere soggette ai dazi doganali e al pagamento dell’Iva. Non è da escludere, inoltre, la possibilità che vengano introdotte alla dogana barriere non tariffarie che potrebbero ostacolare l’attività commerciale, imponendo agli esportatori livelli particolari di sicurezza  e di certificazione dei prodotti.

A livello territoriale è il Nordest (7,9 miliardi di euro) la macro area più interessata dalle esportazioni in Gran Bretagna. Segue il Nordovest (7,8 miliardi) il Centro (3,6 miliardi) e il Mezzogiorno (2,7 miliardi). A livello regionale, nel Bel Paese, le regioni maggiormente interessate dal dalle esportazioni in Gran Bretagna  sono la Lombardia (5,3 miliardi di euro), il Veneto e l’Emilia Romagna (ciascuna con 3,4 miliardi di euro), il Piemonte (2,3 miliardi) e la Toscana (1,8 miliardi). Queste 5 regioni esportano più del 70 per cento del totale.

CONFARTIGIANATO_ EVENTO AMBIENTE & EDILIZIA PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

CONFARTIGIANATO_EVENTO_AMBIENTE & SICUREZZA

Presso la sede di Confartigianato Imprese di Bologna e di Imola, lo scorso   Lunedì 13 Giugno 2016 si è svolto l’incontro dal titolo “AMBIENTE & EDILIZIA per UNO SVILUPPO SOSTENIBILEalla presenza del Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti

La relazione di apertura del convegno del Presidente di Confartigianato Imprese di Bologna e di Imola, Gianluca Muratori e quella di chiusura del Vicepresidente Nazionale di Confartigianato Imprese Marco Granelli, hanno delineato il contesto locale e nazionale con cui le piccole e medie imprese si confrontano quotidianamente. Artigiani ed imprenditori, negli ultimi anni, hanno affrontato sfide titaniche per via del contraccolpo della crisi iniziata nel 2007 ed hanno compiuto enormi sacrifici sempre animati da un legame forte con il loro lavoro ed il loro Paese. Nonostante tali difficoltà, hanno investito nella crescita, compiendo importanti passi avanti nella digitalizzazione e nell’export, senza sfigurare nel confronto con le omologhe europee.

Il Presidente Muratori ed il Vicepresidente Nazionale Granelli, auspicano che le istituzioni apprezzino la tenacia dimostrata dai milioni di micro, piccole e medie imprese, cuore pulsante e vivo del nostro Paese, investendo concretamente nella ridefinizione delle misure fiscali, nella semplificazione burocratica e favorendo l’accesso al credito, abbattendo, inoltre, le disuguaglianze che ancora favoriscono le grandi imprese.

Il Presidente Muratori ha aggiunto come il settore delle Costruzioni sia quello che ha maggiormente “sofferto” negli ultimi anni per il drastico cambiamento di congiuntura economica, e come sia necessario, in tale contesto, che le politiche pubbliche rafforzino ulteriormente gli incentivi per gli investimenti. Ben venga, dunque, il nuovo codice degli appalti pubblici ma rimangono ancora delle zone d’ombra: è necessario che venga eliminata la discriminazione per i “piccoli”.

Integra Service Srl è intervenuta in merito ai servizi alle imprese, il Presidente Paolo Cacurri ha illustrato i servizi che la Società propone a supporto delle aziende, focalizzando in particolar modo quelli rivolti in maniera specifica al settore edile.

Il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, in risposta alle sollecitazioni e proposte del Presidente Muratori e del Vicepresidente nazionale Granelli, ha evidenziato le misure e le riforme già intraprese dal Governo a favore delle piccole e medie aziende, aggiungendo che, seppur consapevole del fatto che la strada da percorrere è ancora lunga, confida che la direzione intrapresa a partire dalla Riforma del lavoro, Riforma costituzionale e – per quanto riguarda il settore ambientale – con l’intervento degli eco-bonus ed i bandi per l’efficientamento degli immobili, sia quella giusta, ovvero un percorso di sostegno alle imprese tramite una semplificazione del sistema.

CONFARTIGIANATO: DIMINUISCONO I RIFIUTI MA LI PAGHIAMO DI PIU’

In 5 anni -10% rifiuti, ma cresce costo raccolta: +22,7%
Italia e Roma peggiori in Ue per cittadini insoddisfatti di igiene urbana.
Lazio e Roma al top per tariffe più alte, nella Capitale 250 euro pro capite (+51% di media Italia)

Negli ultimi cinque anni i rifiuti sono diminuiti del 10,1%, ma per la loro raccolta gli italiani hanno pagato il 22,7% in più. C’è qualcosa che non va. Le tariffe dei servizi erogati da soggetti pubblici devono rispettare il mercato e non possono essere una variabile indipendente, troppo spesso utilizzata per fare cassa e mettere a posto i guasti di una cattiva gestione”.

Il Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti denuncia l’alto costo dei servizi di raccolta rifiuti e pulizia delle città italiane. Il quadro che emerge da un rapporto realizzato dalla Confederazione è allarmante.

Nel nostro Paese, infatti, le tariffe per la raccolta dei rifiuti corrono ben più del costo della vita: negli ultimi 5 anni sono aumentate del 22,7%, vale a dire il 15% in più rispetto a l tasso di inflazione (+7,7%) e il 13,1% in più rispetto ai rincari medi di questo servizio (+9,6%) registrati nell’Eurozona.

Confartigianato ha calcolato il costo del servizio di igiene urbana per le tasche di famiglie e imprenditori che in media, nel 2014, hanno pagato 167,80 euro pro capite, per un totale di 10,2 miliardi.

A livello regionale le tariffe più alte d’Italia si registrano nel Lazio con un costo di 220,3 euro per abitante. Seguono Liguria con 212,7 euro/abitante, Toscana con 210,3 euro/abitante, Campania con 196,7 euro/abitante, Sardegna con 192,1 euro pro capite, Umbria con 182,2 euro pro capite (+13,1%), Emilia Romagna con 168,5 euro di costi pro capite.
All’altro capo della classifica, la regione più virtuosa è il Molise dove i cittadini pagano 116,2 pro capite per il servizio di igiene urbana. Secondo posto per il Trentino Alto Adige con un costo di 130,6 euro pro capite e medaglia di bronzo per il Friuli Venezia Giulia con un costo per abitante di 130,7 euro.
Ma il paradosso è che nelle città in cui le tariffe sono più alte è peggiore la qualità del servizio. Come a Roma che, secondo il rapporto di Confartigianato, detiene il primato negativo dei costi più alti per l’igiene urbana e della maggiore insoddisfazione dei cittadini per questo servizio. La raccolta di immondizia costa agli abitanti della Capitale 249,9 euro pro capite, il 50,9% in più rispetto alla media nazionale ed il 9,5 % in più rispetto ai 228,15 euro rilevati nel 2010. Roma assorbe il 7,8% dei costi nazionali per il servizio di igiene urbana.
Nel dettaglio, a Roma il costo unitario del servizio di igiene urbana – calcolato dividendo la spesa per il peso totale dei rifiuti – è di 41,18 cent/kg, superiore del 24,9% rispetto al valore medio nazionale (32,97 cent/kg) ed imputabile soprattutto allo spazzamento che costa 15,72 cent/kg, tre volte e mezzo maggiore (252,7%) rispetto ai 4,47 euro/kg della media nazionale.smaltimento_rifiuti2
A fronte di questi costi, solo il 9% dei cittadini romani è soddisfatto per la pulizia della capitale. Tra il 2011 e il 2015 la soddisfazione è calata del 17,7% e, nel dettaglio, soltanto un quinto degli abitanti della capitale apprezza igiene e decoro dei cassonetti (22,6%), pulizia delle aree intorno ai cassonetti (21,7%) e pulizia nella propria zona (21,3%). In Italia soltanto Palermo batte Roma, con appena il 7% dei cittadini soddisfatti per l’igiene urbana.
Al contrario, la situazione migliore si registra a Verona, con il 71% dei cittadini soddisfatti per la pulizia della città, seguita da Bologna (49%) e Torino (48%).
Ma, in generale, la rilevazione di Confartigianato mostra che soltanto un terzo (34%) degli italiani è soddisfatto della pulizia della propria città, un valore inferiore di ben 29 punti percentuali rispetto al 62% della media europea e che ci colloca all’ ultimo posto in Europa per il livello di soddisfazione dei servizi di igiene urbana. “Le regole di una sana gestione imprenditoriale – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti – devono valere anche per l’amministrazione dei nostri Comuni e delle nostre città, non soltanto per i privati, e devono essere mirate a innalzare la qualità dei servizi e a migliorare la convenienza di prezzi e tariffe. I tagli alle società partecipate a livello locale che non conseguono risultati di efficienza nell’erogazione dei servizi sono una modalità che noi suggeriamo per realizzare in concreto la spending review annunciata dal Governo”.